| Si chiama Opera Nova,
e l'idea é quella di cercare il nuovo, di indagare, d'aprire su
nuovi repertori. La chitarra ha trovato una nuova nobiltà; la sua
disposizione alla polifonia, alla scrittura complessa e colta, ne
ha fatto uno strumento principe della trascrizione e ne ha tuttavia
per questo limitato l'autorità, paradossalmente. Opera Nova fa una
scommessa, ma in fondo non c'è azzardo: li ascolti e pensi che è
facile, ti chiedi perché non pensarci prima. La polivocalità della
chitarra moltiplicata per quattro rende un tessuto di straordinaria
ricchezza, e la ricerca di Opera Nova va oltre: non solo gioca su
trascrizioni (non escluso il Bach dei Brandeburghesi) che finiscono
per tradurre e spiegare pagine di cui scopri pieghe inattese, ma
propone anche letteratura originale. Bastano alcuni passi dei Paesaggi
di Brouwer per cogliere il senso della formidabile capacità persuasiva
del |
suono, del colore, della
varietà timbrica, del parametro che più di ogni altro ha cifrato
la creatività musicale del Novecento.
Walter Zanetti, Monica Paolini, François Laurent e Giorgio Albiani
si conoscono dai tempi degli studi all'Ecole Normale de Musique
di Parigi, dove sono stati allievi di Alberto Ponce.I loro prestigiosi
percorsi di solisti si incontrano sul terreno di una comune
sensibilità.Impegnati nell'attività concertistica e didattica,
i componenti di Opera Nova si sono segnalati in una quantità
di importanti concorsi nazionali ed internazionali tra i quali
il Concorso 'Ville de Carpentras' di Carpentras, il premio 'Bartoli'
di Salonde- Provence, Bordeaux, Gargnano, il 'Pujol' di Sassari,
il Concorso di Namur, in Belgio, il Concorso Internazionale
di Alessandria ed il Certamen Internacional Francisco Tarrega
di Benicasim, in Spagna.
Roberto VERTI |